Buona Domenica!!!
Chi non desidera una prima colazione in assoluto relax, scagli la prima brioche.
Se anche voi siete vittime del rutilante logorio della vita moderna e almeno una mattina a settimana sentite di avere diritto a una prima colazione in pieno relax, il Caffè Piave di Roma è il luogo più accogliente per iniziare la domenica.
Il nuovo servizio offerto dal Caffè Piave tutte le domeniche, nasce dalla passione per una sana colazione fatta senza fretta, sfogliando un giornale e curiosando tra le novità editoriali di nicchia.
Il primo bar tradizionale di Roma che offre prodotti bio certificati preparati in esclusiva dal Ristorante Biogusto: pane biologico artigianale, composte di frutta di stagione, deliziosi tortini di mela e cannella, yoghurt preparato con latte proveniente da allevamenti selezionati, cereali e muesli biologici.
Cullati dalle note di raffinate scelte musicali, troverete la coccola gastronomica adatta al vostro palato. Pancakes, succo d’acero, burro di noccioline e scrumbled eggs sono a disposizione per i patiti della colazione a stelle e strisce. E per i più dormiglioni: il brunch d’ispirazione anglosassone.
Il Caffè Piave è la cornice fuori dal comune in cui potete organizzare i vostri incontri domenicali, scegliendo di sostare nel delizioso gazebo esterno, riscaldato nelle fredde giornate invernali, o nell’intima e accogliente sala all’interno.
Perchè la felicità dipende (anche) da una prima colazione fatta prendendovi tutto il vostro tempo.


C’è un posto tutto rosso, dove suonano le fisarmoniche di Amelié. Ci sono dei grandi sorrisi e un odore di miele e cannella.
Mentre scegli sul menù a quadri che ti ricorda subito quando eri piccola e bevevi il latte a casa della nonna, puoi girare gli occhi e incrociare quelli di Holly, anche lei faceva colazione, solo che da Tiffany.
Poi scegli cosa ti piace. E quando lo assaggi ti piace ancora di più. Io non rinuncio mai al thè, e l’umore che mi comunica la tazza è fondamentale, dev’essere tonda al punto giusto per scaldarsi bene le mani e liscia da sentire quando ci poggi le labbra, e queste tazze giuro che lo erano.
I miei nuovi amici, lo yogurt quello vero, i mirtilli mangiati con le mani e un meraviglioso sentore d’inverno: è bastato così poco per immaginare che Roma, una volta tanto, lì fuori nel frattempo si fosse dipinta di bianco.